Chi non ha mai sentito parlare delle misure ideali 90-60-90?

Queste indicano i canoni di bellezza delle famose pin-up che per tanti anni hanno rappresentato la perfezione estetica del corpo femminile.

Per iscriversi a concorsi di bellezza, Miss Italia in primis, fino all’anno 2000 una donna doveva avvicinarsi il più possibile a queste misure, pena la mancata ammissione.

Oggi questo concetto non è più ammissibile. Fortunatamente.

La bellezza non è omologazione, ma diversità.

La bellezza è un concetto relativo di cui è bene tener conto.

Partiamo da un dato allarmante.

Una donna su due non accetta il proprio corpo. Se da un lato critica la propria immagine, dall’altro è molto più indulgente con gli altri, riconoscendone i tratti gradevoli senza dar peso a quelli meno gradevoli.

Ma perché il metro di giudizio cambia se si prende in esame il proprio aspetto fisico? 

La percezione di sé passa attraverso la psicologia dell’individuo. 

Fin dai primi anni di vita, siamo soggetti a giudizi da parte degli altri, in particolare degli adulti, che senza averne piena consapevolezza, utilizzano complimenti o apprezzamenti sull’aspetto fisico dei bambini plasmando così la loro percezione di sé e autostima. 

Cresciamo già portando il carico di un pre-giudizio, dovuto a frasi che ci sono state ripetute più e più volte. 

Ascoltiamo spesso frasi del tipo: “quella bambina un po’ cicciottella, ma con un viso bellissimo…” o anche “come sei magra… mangi abbastanza?” 

Siamo di conseguenza vessati dagli input esterni e li radichiamo nella nostra personalità. La tendenza è l’inevitabile giudizio autocritico, che oltre ad essere molto pericoloso, è un ostacolo alla realizzazione della felicità personale. 

La critica aumenta lo stress, l’ansia e la frustrazione che sovente sfociano nella patologia.

Ad aggravare questo comune sentire, relativo in particolare all’universo femminile, ci si mette il Body Shaming, un fenomeno prettamente digitale da contrastare.

Perché classificarlo come un fenomeno digitale?

L’illustre Enciclopedia Treccani definisce il Body Shaming come un ciclone di commenti offensivi, sarcastici e velenosi, su chi mostra “troppo grasso”, “troppo magro” o semplicemente ha un corpo che non corrisponde ai parametri imposti dalla società”.

E’ indubbio che con il dilagare dei social network, questo fenomeno abbia toccato picchi altissimi. Chi commenta negativamente sui social, molto spesso si nasconde dietro identità false. 

Molto facile dunque imbattersi nei cosiddetti haters, leoni da tastiera che sfogano le proprie frustrazioni in commenti velenosi e non richiesti, che creano danni psicologici talvolta molto pericolosi. 

Il termine inglese Body Shame è la conseguenza del Body Shaming e si traduce in vergogna del proprio corpo.

Come contrastare il Body Shame?

Il consiglio è di non interiorizzare i giudizi, bensì imparare a relativizzarli.

Se riusciamo a relativizzare l’odio dilagante, a vivere le offese esasperate come parole al vento che hanno come solo scopo quello di ferire chi le riceve, possiamo allontanare la frustrazione che ne deriva e riuscire ad accettarci per quello che siamo.

Sembra difficile, probabilmente lo è.

Ma Fortunatamente la mentalità rigida riguardo i canoni della bellezza è in grande evoluzione.

Vediamo quale sia la svolta, tipica di questo particolare momento storico, nella lotta al Body Shaming.

Il Body Positive è una conseguenza o meglio un atteggiamento che cavalca l’onda, più che mai attuale, del Body Positivity. 

Si tratta di un vero e proprio movimento che ha come obiettivo far sentire gli individui in armonia con sé stessi. 

Per rendere efficace questo atteggiamento bisogna comprendere quanto la comunicazione contribuisca a condizionare la percezione del proprio corpo, sia in rapporto all’alimentazione che all’esercizio fisico o anche all’abbigliamento che si sceglie di indossare.

L’atteggiamento Body Positive punta all’accettazione del proprio corpo e di quello degli altri, bypassando i canoni estetici imposti dal retaggio culturale ormai da superare.

Testimonial di grande popolarità come la splendida Vanessa Incontrada e l’influencer Chiara Ferragni si sono schierate in favore del Body Positive, manifestando un atteggiamento positivo verso il proprio corpo e risvegliando le coscienze di chi fino ad oggi ha provato vergogna.

Ma a tal proposito, come si pone la moda?

La moda da sempre gioca un ruolo molto importante in queste dinamiche.

Visto che il mondo della moda ruota prettamente attorno al fattore estetico, la sua capacità di rendere icone di bellezza modelle e modelli decisamente particolari, ma difficilmente classificabili come bellezze tradizionali, non è da sottovalutare. 

Famosissimo il caso Armine Harutyunyan, modella di Gucci molto discussa per il suo aspetto fisico.

La scelta della maison Gucci di puntare sulla modella armena dal naso adunco e sopracciglia folte ha come scopo quello di rivoluzionare i canoni classici della bellezza, uscire fuori dagli stereotipi estetici e probabilmente “colpire” l’attenzione del consumatore finale, il quale sdogana la normalità anche in passerella e ne viene rassicurato.

La modella più cliccata del web non è stata risparmiata dal Body Shaming, ma il suo atteggiamento in risposta alle critiche ha fatto scuola. Ha dichiarato al quotidiano La Repubblica di non essere minimamente scalfita dalle critiche al suo aspetto fisico, ha commentato le offese sottolineando che la gente ha paura di ciò che è diverso e di conseguenza lo critica. 

Finisce così l’era degli stereotipi e dell’omologazione.

Via libera dunque alle amatissime modelle curvy, che sradicano il concetto della perfezione assoluta. Incredibilmente eleganti e sensuali, sono modelli di donne che si avvicinano alla normalità. Donne amate dalle donne!

Le collezioni dei più noti brand di moda guardano finalmente a tutte le donne, quelle che indossano una taglia 40 e quelle che sfoggiano fiere una 48. 

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Non a caso i capi di abbigliamento assolutamente indispensabili nell’armadio di una donna sono quelli che le consentono di non dover correre a comprare nuovi vestiti se, come è normale nella vita, il peso oscilla a causa di una gravidanza o di una scelta alimentare dettata dalla golosità. 

Via libera dunque ad abiti e accessori adatti a tutte le donne senza distinzione di peso o forme!

Vediamo quali scegliere senza rinunciare a distinguersi, a sentirsi femminili e spesso anche sexy:

Meraviglioso il ritorno delle t-shirt. Bianche, nere o coloratissime, indossate da più e meno giovani, possono essere abbinate ad un tailleur pantalone al posto della classica camicia. 

Più casual ma ugualmente di effetto l’abbinamento con i jeans, assolutamente personale la scelta del modello attillato o a vita alta con gamba a palazzo.

t shirt le chaperon

Un altro must have perfetto per donne di tutte le taglie è la mantella.

Ne esistono di eleganti e di sportive, dai tessuti impermeabili adatte all’autunno o di lana avvolgente impreziosite da passamanerie in cuoio per l’inverno.

Qui la splendida proposta del brand italiano Le Chaperon, che esalta la bellezza femminile senza tempo.

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Il consiglio è quello di non dimenticare che si può essere spumeggianti, fascinose e briose e questo non ha niente a che vedere con taglie o peso, ciò che conta è la personalità.

Se è vero che la sensualità passa attraverso le forme del proprio corpo, lo fa ancor di più attraverso il sorriso, l’atteggiamento easy e spensierato.

Take it easy and feel beautiful!

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